Ho perduto la schiavitù contadina

Contadini addormentati

P. Picasso, Contadini addormentati, 1919

Ho perduto la schiavitù contadina,
non mi farò più un bicchiere contento,
ho perduto la mia libertà.
Città del lungo esilio
di silenzio in un punto bianco dei boati,
devo contare il mio tempo 
con le corse del tram, 
devo disfare i miei bagagli chiusi,
regolare il mio pianto, il mio “sorriso.
Addio, come addio? distese ginestre,
spalle larghe dei boschi
che rompete la faccia azzurra del cielo,
querce e cerri affratellati nel vento,
pecore attorno al pastore che dorme,
terra gialla e rapata 
che sei la donna che ha partorito,
e i fratelli miei e le case dove stanno
e i sentieri dove vanno come rondini
e le donne e mamma mia,
addio, come posso dirvi addio?
Ho perduto la mia libertà:
nella fiera di Luglio, calda che l’aria
non faceva passare appena le parole,
due mercanti mi hanno comprato,
uno trasse le lire e l’altro mi visitò .
Ho perduto la schiavitù contadina
dei cieli carichi, delle querce,
della terra gialla e rapata.
La città mi apparve la notte
dopo tutto un giorno
che il treno aveva singhiozzato,
e non c’era la nostra luna,
e non c’era la tavola nera della notte
e i monti s’erano persi  lungo la strada.

Rocco  Scotellaro

1 comment for “Ho perduto la schiavitù contadina

  1. Gianni Fabbris
    16 giugno 2013 at 10:43

    Buongiorno, leggendo Rocco Scotellaro, poeta contadino lucano ….
    Se la modernità promessa dal capitalismo è la barbarie della crisi del nostro tempo, delle guerre per risolverla, delle migrazioni senza alternativa, delle periferie urbane del non lavoro, del cibo senza storia e cultura, negato a tanti e rischio per molti, della scienza al servizio della speculazione e della finanza, di popoli espropriati di diritti e sovranità ….. la terra, difesa e curata, può essere il luogo di nuove comunità in cui riprendersi il diritto al lavoro, alla cultura, alla sovranità di scegliere e decidere. Rocco Scotellaro, poeta dei contadini lucani nel tempo in cui dispiegavano bandiere rosse, lottavano per le terre e partivano emigranti, non conosceva la globalizzazione neoliberista che sarebbe arrivata …. se oggi fosse qui sarebbe testimone delle nuove lotte per la terra del nostro tempo e darebbe colori e suoni nuovi e antichi alla nostra fame di bandiere. Quanto ne abbiamo bisogno, per non perdere il senso del cammino, tenere i piedi per terra e lo sguardo in alto! Globalizziamo la lotta, globalizziamo la speranza ….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *