La rabbia

Vincent Van Gogh, Contadini in siesta, 1890

Vincent Van Gogh, Contadini in siesta, 1890

 

«Quando il mondo classico sarà esaurito,
quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani,
quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione,
allora la nostra storia sarà finita».
Pier Paolo Pasolini, 1962
Il dipinto che Van Gogh realizzò a Saint-Rémy è la  trasposizione di una incisione eseguita su un disegno di Jean- Francois Millet, artista che lui stimava molto, su tela. La cromia è intensa e la pennellata è carica di energia, caratteristiche queste che accompagnano la fase creativa più matura del pittore.
Nel calore del mezzogiorno una coppia di contadini si riposa all’ombra di un covone di fieno dal faticoso lavoro dei campi. L’uomo si è coperto il viso con il cappello di paglia, dopo essersi tolto i pesanti zoccoli che ha messo a fianco insieme con due falci.
Il campo giallo di spighe spicca contro l’azzurro intenso del cielo; questo contrasto è ripreso in primo piano dall’intensa contrapposizione cromatica tra la coppia di contadini e il covone di fieno che fa ombra. Il tema che può apparire come una metafora del lavoro, del riposo e della comunità umana deve aver toccato direttamente Van Gogh. Il fatto che la sua simpatia fosse orientata verso i più poveri è palese. Questi sentimenti non controllati, uniti ad atti di magniloquienza. gli costarono il licenziamento nel periodo in cui era aiuto predicatore nel Borinage, una regione carbonifera del Belgio, poichè, impressionato dalla povertà dilagante del luogo, aveva donato i suoi averi.

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