Il Presidente Marcello Pittella sarà tra i testi al processo contro Gianni Fabbris

com. stampa. 30.5.17.

Il Presidente Pittella e altri tre testi deporranno dalle ore 9 il 31 maggio al tribunale di Matera nel processo contro Gianni Fabbris e altri 13 fra componenti di Altragricoltura, del Comitato TerreJoniche e cittadini per aver cercato soluzioni contro la crisi e le vendite all’asta, dramma che sta sconvolgendo il nostro tessuto produttivo in crisi.

Domani 31 maggio 2017 il processo a Fabbris, coordinatore nazionale di Altragricoltura, e ad altri 13 entra nella fase per cui iniziano ad essere ascoltati i testi citati dalla difesa.
Dieci i testi citati dalla difesa (gli avvocati Leonardo Pinto e Antonio Melidoro) che ha concordato con il Presidente della Corte di ascoltarne 4 per evitare tempi troppo lunghi nell’accertamento dei fatti.

I 4 che sono stati convocati dalla difesa e di cui si attende la deposizione sono: il dott. Marcello Pittella (Presidente della Regione Basilicata), il Dott. Alberico Gentile (della Prefettura di Matera), don Antonio Mauri (parroco di Policoro) e Cosimo Pozzessere (del Commissariato di Polizia di Policoro).

“La deposizione dei testi citati dalla difesa è per noi una fase importante per accertare la vicenda per cui, ricordiamo, la Dott.ssa Celestina Gravina (già Procuratrice della Repubblica a Matera prima di essere trasferita dopo un provvedimento disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura) ha chiesto l’arresto di Gianni Fabbris (Coordinatore nazionale di Altragricoltura) e l’incriminazione per reati gravissimi fra cui la rapina aggravata e l’estorsione aggravata” ha commentato Tano Malannino presidente Nazionale di Altragricoltura al termine dell’incontro dell’esecutivo nazionale di Altragricoltura tenuto a Roma venerdi scorso, aggiungendo: “mentre aumentano gli effetti della crisi nelle campagne che porta alla chiusura delle aziende ed al dramma di innumerevoli famiglie che si vedo strappate all’asta i beni acquistati in decenni di duro lavoro, è tutta la società che deve prendere atto di quanto grande sia il rischio per tutto il Paese di perdere un tessuto produttivo tanto importante per il mantenimento della democrazia e della coesione sociale per le nostre aree rurali. Trasformare la legittima resistenza e l’azione sindacale in difesa di chi sta pagando la crisi e degli interessi generali in una azione delinquenziale (come si è cercato di fare nel caso di Fabbris e degli altri 13 cittadini solidali) è irresponsabile e chiama tutte e tutti alla riflessione ed alla responsabilità”.
L’esecutivo nazionale di Altragricoltura si è tenuto mentre è in corso, fra l’altro, un duro sciopero della fame in Sicilia dove (a Vittoria in Provincia di Ragusa) Rosetta Piazza, moglie di un agricoltore che ha i beni all’asta, è al tredicesimo giorno di sciopero della fame e dove Altragricoltura e il Movimento Riscatto chiedono con forza che si apra un percorso di confronto istituzionale per trovare soluzioni ad un dramma che si sta sempre più espandendo in funzione della crisi in cui stanno precipitando le nostre imprese agricole produttive in tutta Italia ma in particolare nel Mezzogiorno.
Nella giornata di domani (dopo le deposizioni della mattinata in tribunale a Matera) verrà diffuso un documento dell’esecutivo nazionale di Altragricoltura e del Coordinamento del Movimento Riscatto con le richieste alle istituzioni e alla politica per permettere ai nostri agricoltori di “Uscire dalla schiavitù del debito e per rilanciare la funzione produttiva delle nostre aziende”.

Occorre un luogo e un percorso di confronto vero per agire con misure straordinarie di fronte ad una crisi che, certamente, in aree come il Metapontino (anche per il crollo dei prezzi al campo di queste settimane) morderà profondamente sulla possibilità di continuare a lavorare la terra. Percorsi come quello che Altragricoltura e il Movimento Riscatto chiedono da tempo e che, anche nel caso della vicenda Conte hanno chiesto, per ottenere, al contrario, la risposta dell’incriminazione con accuse infamanti.
In attesa di divulgare nel pomeriggio di domani il documento dell’Esecutivo Nazionale di Altragricoltura sulla crisi e l’indebitamento, si gira, di seguito, copia del comunicato stampa divulgato il 27 luglio 2014 mentre era in corso lo sciopero della fame di Leonardo Conte e mentre il Presidente della Regione Basilicata rispondeva alla richiesta di aprire un tavolo di soluzione dei problemi sollevati su cui, domani in aula, il Presidente Marcello Pittella testimonierà dando conto.
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Ottavo giorno di sciopero della fame di Leonardo Conte. Il Presidente Pittella risponde all’appello

com. stampa

VIII Giorno di sciopero della fame di Leonardo Conte in Piazza Heraclea a Policoro.
Il Presidente Pittella risponde all’appello di Leonardo Conte dichiarando la propria disponibilità a facilitare l’accordo per una soluzione
“improntata alla legge non scritta che impone a tutti di non approfittare delle disgrazie altrui”.
Domani sera 28 luglio ore 21 Incontro in Piazza prima della manifestazione di martedì contro lo sciacallaggio
Lunedi ore 11 a Matera, Belvedere Guerricchio P.zza V. Veneto, Conferenza stampa

Oggi è arrivata la risposta del Presidente Pittella all’appello inviatogli ieri da Leonardo Conte. In questa risposta, il Presidente Pittella annuncia la propria disponibilità a contribuire “personalmente , oltre che con i miei uffici, il competente Dipartimento Agricoltura e più complessivamente con l’intera struttura regionale…. a fare i passi che si terranno necessari per consentire a tutte le parti interessate di uscire dignitosamente da una oggettiva impasse. Tanto più se si tratta, come nel caso di Leonardo Conte di evitare gesti estremi, dinanzi ai quali si ribella la mia coscienza di uomo e di presidente della Regione”.
IL Presidente Pittella richiama l’invito a “far prevalere, in questo caso specifico, soluzioni improntate non tante al senso degli affari, quanto a quella legge non scritta che impone a tutti di non approfittare delle disgrazie altrui”.
Una dichiarazione impegnativa forte e diretta del Presidente della Regione che viene dopo l’incontro avvenuto fra Gianni Fabbris e l’Assessore Regionale all’agricoltura Michele Ottati che pure aveva già dichiarato la propria disponibilità e dopo le dichiarazioni del Vescovo di Tursi Mons. Francesco Nolè e dei due sindaci di Policoro e Tursi oltre che gli atti messi in campo direttamente dal Sindaco di Tursi con il duplice tentativo di convocazione del Tavolo di compromesso.
Tavolo cui, in un primo momento, aveva dato la disponibilità a sedersi anche la controparte che però, contrariamente agli impegni assunti anche in sede ufficiale davanti all’Ufficiale Giudiziario, non ha mai onorato l’impegno.
Leonardo Conte e il Comitato di sostegno ad Angela e Leonardo Conte ringraziano il Presidente Pittella per un atto per nulla scontato e che considerano di grande valore. “Evidentemente a situazioni straordinarie si risponde con atti e gesti straordinari e la disponibilità del Presidente Pittella a sostenere una situazione di compromesso moralmente e praticamente condivisa chiama in causa le responsabilità di tutti. A fronte di tanti dichiarazioni di appoggio come quelle che stanno arrivando in queste ore da parte di autorità civili, religiose e politiche e di tanti cittadini e imprenditori, ora ci attendiamo che la controparte recuperi la dignità di un atteggiamento moralmente adeguato alla convivenza pacifica nella comunità e collabori a trovare un compromesso ed una soluzione condivisa” ha dichiarato Gianni Fabbris dal presidio in Piazza Eraclea in cui Leonardo Conte continua lo sciopero della fame.
Intanto, in attesa di avere segnali di disponibilità al dialogo, è in piena preparazione la manifestazione “CONTRO LO SCIACALLAGGIO” di martedi 29 luglio (la data in cui l’Ufficiale Giudiziario dovrebbe ripresentarsi per la quarta volta nel tentativo di procedere agli atti di accesso nell’azienda Conte da parte di chi ha comprato all’asta.
Così, pure, sono in preparazione le iniziative di lancio della campagna nazionale contro lo sciacallaggio che avrà come primo obiettivo quello di aprire i riflettori dell’opinione pubblica nazionale e della stampa sulla vicenda di Angela e Leonardo. Martedi, al termine della manifestazione, di fronte all’Azienda di Leonardo Conte, sarà presentata la Campagna ed, in quella occasione, saranno divulgati il nome di chi ha comprato i beni di Angela e Leonardo chiedendo a tutti in cittadini italiani di inviargli una lettera con la risposta al quesito “Come definiresti l’azione del tuo vicino di casa che, sapendo che tu sei in difficoltà e stai tentando di uscire dalla crisi, ne approfittasse per comprare all’asta casa tua?”.
Il Comitato spera in una soluzione concordata ma se entro lunedi la volontà a trovarla non fosse chiaramente manifestata da parte di chi ha comprato all’asta, allora la via di aprire i riflettori su quanto sta accadendo sarebbe una via obbligata. “Molte sono le storie di questo tipo che in questo territorio si stanno consumando nel silenzio, nell’ombra e nella solitudine. Aprire i riflettori vuol dire costringere tutti ad uscire allo scoperto ed a mostrare il volto dei carnefici perchè se ne assumano tutta la responsabilità”, ha commentato Fabbris a conclusione della mattinata al Presidio di Piazza Eraclea.
Domani (lunedi 28 luglio) conferenza stampa a Matera in Piazza V. Veneto al Belvedere Guerricchio per illustrare le modalità della manifestazione di martedi.
Sempre Lunedi sera Assemblea in Piazza Eraclea alle ore 21 per organizzare la partecipazione dei cittadini, degli agricoltori e degli altri imprenditori alla manifestazione contro lo sciallaggio di martedi.

Dichiarazione del Presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella sul caso della vertenza Conte:
“L’appello rivoltomi nelle ultime ore da Leonardo Conte, l’imprenditore di Policoro che da una settimana ormai sta attuando lo sciopero della fame nell’estremo e pericoloso tentativo di evitare il sequestro della propria azienda agricola, non può lasciare indifferente la mia persona, ne’ tantomeno l’Istituzione che rappresento.
Pur comprendendo le ragioni giuridiche degli altri soggetti in campo, i quali hanno posto in essere azioni legittime sul piano economico nel pieno rispetto delle regole imposte dalla legislazione fallimentare, io credo che si possano far prevalere, in questo caso specifico, soluzioni improntate non tanto al senso degli affari, quanto a quella legge non scritta che impone a tutti di non approfittare delle disgrazie altrui.
Mi pare peraltro di capire che, a seguito della mobilitazione di alcune organizzazioni sindacali agricole, siamo in presenza di una concreta attestazione di solidarieta’, in grado di sostenere economicamente la ripresa dell’impresa Conte, consentendo a Leonardo e alla sua famiglia di vivere dignitosamente del proprio lavoro, senza pregiudicare l’impegno finanziario di quanti avrebbero voluto inizialmente rilevare l’azienda in difficoltà.
Senza criminalizzare nessuno, ma semplicemente auspicando un passo indietro rispetto ad un percorso avviato che e’ ancora possibile correggere, per evitare di ritrovarsi sulla coscienza qualcosa di moralmente irreparabile, sono pronto personalmente, oltre che con i miei uffici, il competente Dipartimento Agricoltura e più complessivamente con l’intera struttura regionale, a fare i passi che si riterranno necessari per consentire a tutte le parti interessate di uscire dignitosamente da una oggettiva impasse. Tanto più se si tratta, come nel caso di Leonardo Conte, di evitare atti estremi, dinanzi ai quali si ribella la mia coscienza di uomo e di presidente della Regione. Marcello Pittella”

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